RIFLESSI NELL’ACQUA di P.Destro

Lucidi, fissi e agitati ma mai spenti, ritornano all’improvviso quando le nebbie del tempo si diradano e un tiepido ricordo lasciano scorgere. E tu li guardi attonito sapendo di esserci sempre stato ma cogliendoli ora come un fiore nuovo che nasce. Ti dicono ascolta, senti, ricorda, perché tutto è già stato, piegato e nascosto nelle sfese del tempo trascorso, quando ti alzavi dritto e chiaro e con lo sguardo miravi in alto pensando che non fosse ardua la salita. Poi con gli anni, gli eventi e i fiori colti male, quelli morti prima e appassiti dopo, le storie si intrecciavano e tutto mutava. Ancora sentivi la vita che cresceva dentro te, ancora le davi ascolto e lei ti guardava con un sorriso beffardo con in mano già il biglietto del prossimo cliente da ingannare. E passava, sembrava serpeggiare qua e la, ma piano piano se ne andava. Ecco allora i primi riflessi, ancora in un’acqua tormentata e agitata in cui le immagini poco potevano vivere. Ma c’è sempre qualcosa dopo una tempesta, il mistero dell’esistenza sempre ci coglie di sorpresa e le acque tormentate subito si vedono piatte, pronte a cogliere le immagini passate. Quale potremmo preferire? Perché il tempo gioca sempre contro di noi? Alla fine, si decide sempre di percorrere quella piatta distesa ricca di antiche immagini riflesse, pur sapendo che ci finiremo dentro. Succede sempre così, ci incamminiamo lo stesso pur consapevoli di sparire.

………………di Paolo Destro

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