LA CCSVI E LA RICERCA OGGI IN ITALIA di R.Finesso

articolo ccsvi paolo 630

Riguardo al trattamento tramite angioplastica dilatativa(Pta) della Ccsvi, credo sia comprensibile essere negativi riguardo ad un intervento dal quale ci si aspettava grandi cose ( forse troppe ) da parte di coloro che magari non hanno avuto un beneficio ma è altresì da rispettare chi invece ha ottenuto piccoli o grandi risultati. Del resto oggi sappiamo bene che questo trattamento deve essere personalizzato e non è praticabile in tutti i casi; inoltre se eseguito in modo non adeguato può anche causare danni maggiori: ma tutto questo il Prof Zamboni e il Dottor Salvi lo dicono da sempre. Consideriamo invece che questa è una scoperta recente e purtroppo non supportata economicamente nella ricerca neppure dall’associazione che invece dovrebbe tutelare i malati di Sclerosi Multipla. Potremmo certamente dire che in 10 anni, il Prof Zamboni ha scoperto un capitolo fondamentale e forse decisivo riguardante la Sclerosi Multipla, quello che invece non è successo in oltre quaranta anni di onerosi e dispendiosi studi esclusivamente fatti su farmaci che si sono rilevati a volte anche pericolosi e con effetti collaterali devastanti.

Traiamo un po’ di conclusioni ad oggi :
Perché la ricerca del prof. Zamboni in Italia non viene approfondita con validi studi e invece all’estero spesso si ha la curiosità e voglia di continuare a capire?
Perché in Italia domina in campo neurologico la Sin, società italiana di neurologia, che guarda caso è nettamente spostata verso i farmaci che trattano l’aspetto infiammatorio della malattia, quindi il sintomo, e minimamente cercano la causa. Il problema da noi è che la maggiore associazione italiana, l’Aism, segue nettamente l’orientamento della Sin. I motivi li sappiamo bene: un farmaco buono, ma che non risolve una malattia cronica, vende troppo bene per essere gettato alle ortiche; lo si fa quando scadono i brevetti (vedi interferone). Se poi facciamo un passo oltre ci accorgiamo che importanti componenti del Sin fanno parte del comitato scientifico di Fism (la fondazione che gestisce le finanze dell’associazione Aism) il quale “…stila la graduatoria dei progetti tenendo conto delle valutazioni dei referee e propone collegialmente l’entità dei finanziamenti da erogare a ciascuno” (statuto Fism) cioè decide vita e morte di che cosa la fondazione (e quindi l’associazione) si devono occupare.

Quindi le conclusioni sul perché oggi in Italia è stato calato un muro sullo studio della Ccsvi e il suo trattamento non è difficile e le lascio a voi. Per fortuna che il Prof Zamboni sta continuando a Cona le sue ricerche e che lo studio Brave Dreams è terminato e si attendono i risultati.
Del resto, la Ccsvi è stata riconosciuta come patologia dalla medicina mondiale durante il congresso mondiale Uip 2009 a Montecarlo, poi dalla Societa’ italiana di angiologia e patologia vascolare (Siapav) nel 2011, ancora nello stesso anno durante l’annual meeting della Società Internazionale per le malattie neurovascolari (Isnvd) e poi durante il congresso mondiale Uip 2013 a Boston dove 2000 delegati di 47 paesi presenti, sulla base delle evidenze scientifiche scaturite dal lavoro dei ricercatori negli ultimi anni hanno raggiunto il consenso sul fatto che la “CCSVI esiste”.

Per chi volesse impiegare un po’ di tempo, riporto qui di seguito una serie di studi rilevanti che avvalorano la scoperta del Professore di Ferrara:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19060024
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19958985
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20351673
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21839654
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22233619http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22364944
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22687168
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23034121
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23523158
http://www.jvir.org/article/S1051-0443(14)00746-5/fulltext
http://benthamscience.com/journal/abstracts.php?journalID=cnr&articleID=124278
http://ccsviinms.blogspot.com/2014/03/blood-matters.html
http://ccsviinms.blogspot.com/2012/11/whats-sangue-ha-a-fare-con-esso-nov.html
http://journals.lww.com/bloodcoagulation/pages/articleviewer.aspx?mobile=0&year=2014&issue=10000&article=00012&type=Abstract&desktopMode=true
http://www.omicsonline.org/open-access/vascular-disease-in-multiple-sclerosis-a-real-thing-2155-9864-1000370.php?aid=80646

Romina Finesso

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  1. pub stiloso
    pub stiloso 26 gennaio, 2017, 17:43

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  2. gravidanza gemellare e parto cesareo
    gravidanza gemellare e parto cesareo 26 gennaio, 2017, 15:18

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  3. Adele
    Adele 26 gennaio, 2017, 11:17

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  4. Dieta Dimagrante salutista
    Dieta Dimagrante salutista 23 gennaio, 2017, 11:27

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  5. 80s fashion clothes worn 80s
    80s fashion clothes worn 80s 23 gennaio, 2017, 00:12

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  6. Salvatore
    Salvatore 19 gennaio, 2017, 13:38

    Quello che mi maggiormente arrabbiare e che i neurologi dicono che la malattia è MULTIFATTORIALE dopodichè si parla solo di farmaci.
    Ho fatto notare, sia al San Raffaele che al Besta i benefici ottenuti con la PTA ma non è successo nulla. Ho fatto presente che un mio amico facendo la dieta tipo Kousine e dopo 15 anni ha EDSS 2. Un nostro parlamentare continua a lavorare nonostante la SM dopo aver fatto per diverso tempo le infusioni di EDTA e ha pure fatto la PTA.
    Siamo nelle mani di gente senza scrupoli il cui scopo è vendere farmaci.

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    • ScleroWeb
      ScleroWeb Author 19 gennaio, 2017, 19:36

      Caro Salvatore, diciamo che hai posto il problema e ti sei anche risposto….c’è poi da dire che non essendoci alcuna dimostrazione scientifica dell’origine della malattia molti medici e ricercatori si rifugiano nella multifattorialità: è come dire tutto e niente. Poi però spingono a 1000 le terapie per una malattia autoimmune, quindi si contraddicono subito. Speriamo di essere all’inizio di un nuovo corso. Noi ci crediamo.

      R.F.

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      • salvatore
        salvatore 20 gennaio, 2017, 11:54

        Ma come si fa a rompere questo meccanismo?
        E’ possibile che la ricerca venga fatta quasi esclusivamente dalle case farmaceutiche? E che dire che in uno studio commissionato dal Servizio Sanitario Inglese a quattro società diverse queste ultime hanno constatato che i CRAB (copaxone, Rebif, Avonex, Betaseron) confrontate a distanza di 10 anni non hanno ottenuto nulla di diverso da quanti hanno usato solo cortisone in occasione di rigadute?

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        • ScleroWeb
          ScleroWeb Author 21 gennaio, 2017, 09:56

          Salvatore, noi continuiamo a battere su un tasto fondamentale: che senso ha produrre farmaci se non si conosce la causa di questa devastante patoogia ? Se partiamo da questo presupposto, questo meccanismo si rompe naturalmente. E’ come se tu stessi vendendo un cerotto infetto per curare un ulcera interna. Per la serie, non c’entra niente.
          Il quesito che tu ci poni è chiaro e semplice. A questo ti rispondiamo con un altra domanda: sapendo che la ricerca di un nuovo farmaco costa, milione di euro più, milione di euro meno, circa 2,5 milardi di euro. Oggi come oggi chi è in grado di sviluppare un farmaco ?
          A questa domanda aggiungiamo una considerazione: per noi, in questo caso, per un discorso scientifico completo, al momento, con queste premesse, sono soldi buttati in una tazza del bagno. Questa spesa, questa “ricerca” ha solo ed esclusivamente un valore commerciale. Serve solo per fare e giustificare fatturato.

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  7. configurazione router netgear n300 alice adsl
    configurazione router netgear n300 alice adsl 18 gennaio, 2017, 11:45

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    più facile da leggere. Grazie

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    • ScleroWeb
      ScleroWeb Author 19 gennaio, 2017, 19:38

      Cara Configurazione Router, ti ringraziamo molto per i complimenti. Quando si ha voglia di dire la verità senza troppi peli sulla lingua si diventa anche più semplici; continua a seguirci e a scriverci.

      R.F.

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